La Chirurgia Plastica Estetica si differenzia dalla gran parte delle altre discipline mediche, finalizzate allo studio e alla terapia di un singolo organo e apparato, avendo un campo di applicazione molto vasto. Esso va dallo studio e terapia delle malformazioni al trattamento di patologie acquisite specie di origine traumatica quali le ustioni; dalla chirurgia oncologica a quella estetica.
L’obiettivo della Chirurgia Plastica Estetica è quello di un completo recupero morfo-funzionale dell’individuo ed al tempo stesso un risultato estetico sempre più soddisfacente e valido.
Questa disciplina ha fatto negli ultimi anni progressi importanti, resi possibili da una migliore conoscenza delle strutture anatomiche e dall’avvento di nuove tecniche operatorie e di anestesia. La diffusione sempre maggiore in tutti gli ambienti sociali ha stimolato la collaborazione tra chirurghi e pazienti, rappresentando uno dei principali stimoli allo sviluppo di tecniche sempre più precise e raffinate.
Le donne e, oramai sempre di più anche gli uomini, ricorrono in tutte le fasi della vita alla chirurgia estetica. Quando si è giovani si è infatti alla ricerca della bellezza o quantomeno di quei canoni di bellezza espressi dalla società di quell’epoca, mentre quando si è più avanti negli anni si ricerca la giovinezza che si associa all’idea di bellezza. Allo stato attuale né la scienza né la chirurgia sono capaci di recuperare la giovinezza passate. Tuttavia la chirurgia estetica con i suoi recenti progressi, ha dimostrato di poter fornire grandi benefici sia sul piano fisico che psicologico e sociale.
L'ANESTESIA
I pazienti che decidono di sottoporsi ad un intervento di chirurgia estetica sono di solito in perfetta salute e sono quindi differenti dagli altri pazienti che si sottopongono a chirurgia. Di conseguenza l’anestesia utilizzata per un intervento estetico deve essere diversa da quella utilizzata per le altre chirurgie. Essa deve essere infatti non solo più sicura ed il più possibile priva di inconvenienti, ma anche più confortevole. Per questi motivi di sicurezza, sia per i piccoli interventi ambulatoriali che per i più complessi interventi ricostruttivi, oltre ad un’accurata anamnesi, vanno effettuati scrupolosi esami pre-operatori ed una adeguata preparazione all’intervento. I pazienti vanno sempre trattati in strutture sicure e confortevoli e vanno utilizzati il più possibile tipi speciali di anestesia che si avvalgono dell’impiego di semplici tranquillanti associati all’anestesia locale, per aumentare la sicurezza ma anche, e forse soprattutto, il confort per il paziente. Con questo tipo di anestesia inoltre il paziente ha una ripresa più rapida nel post operatorio e può essere dimesso senza l’inconveniente di una lunga degenza, che è invece necessaria quando si utilizzano le lunghe anestesie generali tradizionali. Dal momento che i limiti di queste procedure vengono portati sempre più avanti, la figura “dell’anestesista estetico” è andata acquistando contorni sempre più definiti. E’ compito dell’anestesista acquisire la fiducia del paziente durante l’incontro pre-operatorio. Egli deve dimostrare di essere un medico esperto che può essere consultato e che è capace di prepararlo all’esperienza nuova e traumatica dell’intervento, affiancandosi in questo compito al chirurgo. L’ansietà prima di un intervento chirurgico è un sentimento normale, per questo può essere un elemento rassicurante la spiegazione delle tecniche chirurgiche, insistendo però in particolare sui possibili disagi ed inconvenienti del post-operatorio, che potranno cosi essere meglio affrontati e superati. Per questo motivo sono stati realizzati dei prospetti informativi relativi a ciascuna procedura chirurgica ed anestesiologica. Essi dovrebbero essere sottoposti al paziente nel corso della prima visita allo scopo di informarli, rassicurarli e predisporli a riflettere sull’opportunità dell’intervento chirurgico e sulle sue possibilità e limiti.
CONCLUSIONI
La chirurgia plastica estetica si rivolge oggi a soggetti di ogni estrazione sociale, che desiderano correggere un difetto congenito o acquisito. Le persone, uomini e donne, sono sempre più preoccupate del loro aspetto, per cui dei difetti che sono trascurabili per alcuni diventano insopportabili per altri. Quelli che sono poi i normali cambiamenti dovuti ai processi di invecchiamento, divengono spesso inaccettabili per taluni, la cui prima preoccupazione diventa quella di invecchiare il meno ed il meglio possibile. La chirurgia estetica pur con tutti i suoi limiti, è in grado di fornire grandi benefici a questi pazienti, purché il chirurgo riesca a capire quali siano le reali esigenze di queste persone. E’ infatti fondamentale capirsi su ciò che è realisticamente ottenibile, per far si che il paziente non rimanga deluso dopo l’intervento. Ogni paziente ha delle caratteristiche morfologiche specifiche e delle proporzioni che gli sono proprie e di cui bisogna tener conto perché l’intervento si integri in questo insieme. Pertanto, come sostenuto da molti chirurghi, l’intervento standard, di routine, non esiste. Il chirurgo deve sempre fare affidamento sul proprio senso artistico senza tentare di perseguire un ideale astratto di perfezione da imporre ai pazienti, ma cercando piuttosto di riparare e modificare le parti di un insieme armonizzandole il più possibile a questo insieme.